





Non so se abbiate seguito con attenzione il viaggio del Papa a Cagliari.
Non parlo ovviamente della parte strettamente religiosa la cui analisi rimando a chi sa parlare di questo, ma della parte istituzionale.
Da questo punto di vista possiamo fare tre riflessioni.
I PARERI DI BERLUSCONI – Partiamo dall’intervista al Premier Berlusconi, apparsa sull’Unione Sarda di Domenica 7 Settembre 2008, nella parte riguardante la domanda se fosse d’accordo sul diritto che la Chiesa si riconosce di esprimere pareri sui fatti politici italiani. Al proposito il nostro Premier risponde:
«La libertà di pensiero e di opinione è un principio liberale che ho sempre considerato intangibile e per il quale mi sono sempre battuto e mi batterò. È un principio fondante della Costituzione di tutte le democrazie occidentali, compresa la nostra.
Quelli che volevano la Chiesa del silenzio, e che ancora gradirebbero che i sacerdoti e i vescovi fossero confinati dentro le chiese, si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri, alle teorie marxiste-leniniste, in parole semplici al comunismo. Teorie che hanno prodotto nel mondo paura, miseria e più di cento milioni di morti, e per questo sono state condannate dalla storia.
Nessun esponente del nostro schieramento politico si è mai sognato di mettere in discussione la libertà di espressione sui fatti politici da parte dei rappresentanti della Chiesa. Né mai lo farà. Anzi, siamo profondamente grati al Pontefice e ai vescovi per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di governo»
“Senza il seme del cristianesimo la Sardegna sarebbe semplicemente più fragile e più povera”.
Significa quindi che un capo di stato, quale è il Papa nella Città del Vaticano, per il solo fatto di essere Papa, cioè vicario di Nostro Signore e custode della “Verità”, avrebbe il diritto di entrare nel merito delle scelte che un governo, nel caso dei decreti, o il popolo, nel caso di un referendum, adotta nella esplicazione della propria libertà di pensiero sancita dalla nostra costituzione.
I LAICI IMPEGNATI – Nel suo intervento alla basilica di Bonaria, Benedetto XVI si rivolge direttamente alle centinaia di fedeli accorsi chiedendo loro un maggiore interesse per i problemi sociali:
«Maria vi renda capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile».
Continuiamo….. religione e politica. Come dire: quelli che ci sono sono stati sinora, compresi i presenti, non valgono niente e quindi bisogna cambiare, in senso laico, magari votando un monsignore come premier o un parroco come sindaco.
E sono considerazioni veramente tempestive poichè la raccomandazione del Pontefice sfruttano l’abbrivio lanciato dall’intervento del segretario della Conferenza episcopale, cardinale Bagnasco, al meeting di Comunione e liberazione, sul diritto della Chiesa a fare politica
Apriti cielo: si è già scatenata la tempesta delle interpretazioni soprattutto…
Cosa avrà voluto veramente dire?
A chi si riferiva?
Certamente non a me, dice uno, sicuramente si rivolgeva lui, dice l’altro.
IL NON SALUTO – L’Unione Sarda definisce “curioso” l’episodio avvenuto durante i ringraziamenti alle autorità che il Papa ha pronunciato prima da Bonaria e poi tra i giovani nel Largo.
Infatti il Santo Padre dopo il saluto del sindaco di Cagliari Emilio Floris, ringrazia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che si alza in piedi e si inchina) e il sottosegretario Gianni Letta.
Nessuna parola per il presidente della Regione Renato Soru, che stava seduto accanto a Berlusconi.
Siccome Soru c’è rimasto male ha fatto arrivare all’equipe del Papa il suo risentimento.
Però Soru non poteva immaginare che il Papa ha voluto evitargli una pessima figura. Infatti dall’Alto delle sue aderenze sapeva che se avesse fatto il suo nome sarebbe arrivata una gragnuola di fischi, cosa che è ovviamente avvenuta e che il Papa ha cercato di fermare quando, nel pomeriggio durante l’incontro con i giovani, ha citato il suo nome per i ringraziamenti.
Quindi possiamo trarre le conclusioni del viaggio del Papa:
Non sono d’accordo che la Chiesa si occupi di politica ma una cosa è certa: solo un non politico poteva dire ad un pseudo politico ciò che un politico non avrebbe mai avuto il coraggio di dirgli!!!!
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Commento molto pacato sulla visita… ottimo in un contesto in cui gli animi s’infiammano con troppa facilità ed è difficile leggere qualcosa con un reale contenuto informativo.
In particolare, riguardo all’invito alla azione in politica per i laici cattolici, la trovo una cosa assolutamente coerente con il gioco democratico: un gruppo si unisce liberamente e pubblicamente su basi ideologiche al fine di sostenere le proprie istanze. La cosa che è inconcepibile ed inaccettabile in uno stato laico, è che uno dei gruppi in questione abbia degli sproporzionati vantaggi ed aiuti da parte dello stato rispetto agli altri. In particolare nessun partito politico né alcuna associazione ha aiuti economici né copertura mediatica anche solo paragonabile alla Chiesa Cattolica. Cosa che anche questa visita testimonia pienamente.
La cosa che più mi colpisce di più è il fatto che molte persone (alcune pure in buona fede) non si accorgano neppure di quali straordinari vantaggi goda la Chiesa, per quanto alcuni siano davvero evidentissimi. Da parte mia non posso fare altro che evidenziarli sul mio blog, quando mi capita.
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